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L’omaggio a Lorenzo Perosi al Festival Internazionale di musica e arte sacra

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE SU RAINEWS.IT

Nelle Basiliche papali a Roma e in Vaticano dal 12 al 15 novembre 2022 la XXI edizione della rassegna con esecutori da tutto il mondo. Per la prima volta ospite del Festival la Bamberger Symphoniker, diretta da Jakub Hrůša

Ventunesima edizione per il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, che dal 2002 anima le Basiliche papali e le chiese di Roma, coinvolgendo orchestre, cori, solisti e direttori d’orchestra provenienti da tutto il mondo. Un festival che si apre alla città, grazie anche al sostegno generoso dei suoi mecenati, con quello spirito ecumenico che lo caratterizza fin dal suo nascere, in un dialogo fra differenti credi religiosi attraverso l’arte e la musica di tutti i tempi. Organizzato come sempre dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, l’edizione di quest’anno si terrà dal 12 al 15 novembre in quattro basiliche – San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore – e prende ispirazione dalle parole che Papa Paolo VI rivolse agli artisti nel discorso che chiudeva il Concilio Vaticano II nel 1965: “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”. Questo il messaggio che ha guidato la Fondazione e il suo presidente Hans-Albert Courtial nel realizzare una rassegna che contribuisca a preservare la bellezza e a renderla accessibile a tutti attraverso anche l’iniziativa “l’arte salva l’arte”.

L’inaugurazione di sabato 12 novembre sarà come di consueto un doppio appuntamento. La mattina (ore 11), nella Santa Messa celebrata dal cardinale Angelo Comastri nella Basilica di San Pietro un doveroso omaggio in memoria dei 150 anni dalla nascita di don Lorenzo Perosi, esponente di spicco del Movimento Ceciliano nella prima metà del Novecento. Il Coro del Vicariato della Città del Vaticano, diretto da Temistocle Capone, esegue la sua Missa Secunda Pontificalis composta nel 1906, nel primo decennio di direttore perpetuo della Cappella Musicale Pontificia Sistina, incarico che Perosi ricoprì fino alla morte. In programma anche il Magnificat e Tu es Petrus che animeranno i vari momenti della Messa. La sera (ore 21), il concerto d’apertura alla Basilica di San Paolo fuori le Mura che segna il debutto al festival della Bamberger Symphoniker, fra le migliori orchestre tedesche, affiancata dal Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretti da Jakub Hrůša che della Bamberger è direttore principale (nonché direttore ospite principale dell’Accademia ceciliana); voci soliste il soprano Christina Landshamer e il baritono Konstantin Krimmel. In programma l’imponente Ein Deutsches Requiem di Brahms: classica compostezza e profondo sentimento religioso pervadono una delle partiture più celebri e complesse dell’autore tedesco, iniziata nel 1854 ed eseguita per la prima volta nel duomo di Brema nel 1868.

Domenica 13, ancora alla Basilica di San Paolo fuori le Mura (ore 21), il secondo concerto della Bamberger Symphoniker diretta da Jakub Hrůša, impegnati nella Sinfonia n. 9 di Anton Bruckner, lasciata incompiuta nel 1889, pochi anni prima della morte, e “dedicata a Dio”, come scrisse lo stesso compositore austriaco. Una personale confessione di credente, fra le pagine più complesse e impegnative della letteratura sinfonica del tardo Ottocento.

Da sempre attento anche al repertorio contemporaneo e alle novità della musica sacra dei nostri giorni, quest’anno il festival accoglie la prima esecuzione a Roma lunedì 14 alla Basilica di San Giovanni in Laterano (ore 21) del Vespro Universale su testo di Papa Francesco tratto dalla preghiera del 27 marzo 2020 del compositore Andrea Mannucci. La nuova composizione rivive musicalmente il momento commovente e straordinario di preghiera in tempo di pandemia presieduto da Papa Francesco da una piazza San Pietro deserta. A eseguire la cantata sacra sarà l’orchestra L’Appassionata, giovane formazione da camera nata nel 2019 e che raccoglie alcuni fra i migliori giovani professionisti della musica in Italia, diretta da Claude Villaret, con le voci soliste dei soprani Carlotta Bellotto e Nadina Calistru.

La chiusura del Festival spetta all’Orchestra e Coro della Cappella Ludovicea martedì 15 alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Formazione già ospite delle precedenti edizioni di festival, stabile presso la Chiesa di Trinità dei Monti di cui anima il servizio liturgico, la Cappella Ludovicea sarà diretta da Ildebrando Mura, maestro di Cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore, affiancata dal Coro e dalle voci soliste della Cappella Liberiana. In programma il repertorio sacro “classico” per eccellenza con Bach e il suo Magnificat BWV 243, Vivaldi con il Dixit Dominus RV 594 e il celebre inno di incoronazione Zadok the Priest di Händel a conclusione di serata.

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